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Resistenza al fuoco di Travi alveolari: nuova UNI per il calcolo dei protettivi

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È entrata in vigore il 20 dicembre 2016, la nona parte della UNI EN 13381-9:2016 dal titolo “Metodi di prova per la determinazione del contributo alla resistenza al fuoco di elementi strutturali – Parte 9: Sistemi di protezione al fuoco applicati a travi di acciaio con anima forata”.

La norma, recepisce lo standard europeo EN 13381-9:2015 (Test methods for determining the contribution to the fire resistance of structural members – Part 9: Applied fire protection systems to steel beams with web openings), definisce una metodologia di prova e di valutazione del contributo alla classificazione di resistenza al fuoco (R) di elementi strutturali di acciaio realizzati con sezioni ad I ed H di tipo alveolare. La norma è valida per elementi investiti dall’incendio su 3 o 4 lati e soggetti alla curva temperatura/tempo di tipo standard specificata nella UNI EN 1363-1:2012.

La presente norma si applica solo in aggiunta alle indicazioni delle UNI EN 13381-4:2013 end UNI EN 13381-8:2013, poiché richiede i risultati dell’elaborazioni delle analisi eseguite con quest’ultime come base per definire gli spessori di protettivo da applicare sugli elementi alveolari.

La procedura proposta nella norma, permette di stabilire le caratteristiche termiche dei sistemi di protezione passiva istallati su profili alveolari, sulla base dei test eseguiti sugli elementi scarichi.

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Nuovo rapporto tecnico per alimentazioni idriche e gruppo di pompaggio

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Il 10 novembre è entrata in vigore  la nuova specifica, UNI/TR 11438:2016, che ritira e sostituisce la precedente UNI/TR 11438:2012, fornendo le istruzioni complementari per l’applicazione della UNI EN 12845 in merito alle alimentazioni idriche e ai gruppi di pompaggio.

Si tratta di un rapporto tecnico che fornisce le istruzioni complementari per l’applicazione della UNI EN 12845 relativamente alle alimentazioni idriche e ai gruppi di pompaggio

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Marcatura CE Porte tagliafuoco e/o tagliafumo

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Dal primo novembre 2016 è possibile marcare CE le porte resistenti al fuoco e inizia il periodo di transizione di tre anni. La norma EN 16034/2014 “Porte pedonali, industriali, commerciali da garage e finestre apribili – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali – Caratteristiche di resistenza al fuoco e/o tenuta al fumo”, è finalmente entrata in vigore ma deve essere applicata insieme alle norme di prodotto EN 14351-1/2016 Finestre e porte – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali – Parte 1: Finestre e porte esterne pedonali e alla EN 13241/2016 Porte e cancelli industriali, commerciali e da garage – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali).

La norma UNI EN 16034 rappresenta una rivoluzione nel settore in quanto modificherà per sempre  il meccanismo di omologazione delle porte tagliafuoco instaurato da decenni dal nostro Ministero dell’Interno. I prodotti marcati CE potranno pertanto circolare liberamente in tutto lo spazio EEA-European Economic Area senza l’obbligo di rifare le prove di laboratorio.

Tra i requisiti essenziali è stato introdotto nella norma la prestazione di controllo della dispersione del fumo, requisito S del D.M.Int 03-08-2015, una novità nella normativa di prevenzione incendi italiana.

La GUUE ha specificato che la norma è applicabile solo se esiste la norma specifica di prodotto. Pertanto al momento la marcature CE non può essere applicata alle porte interne, per le quali la norma di prodotto non è ancora stata emessa e della quale non si conosce la data di emissione (EN 14351-2.)

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Chiarimenti dai VVF sui controlli per le Sorgenti di radiazioni mobili

Radioattività

Alla luce del DPR n.151/2011, la nota n.11973 del 05/10/2016Assoggettabilità all’attività n.58 dell’Allegato I del D.P.R. 151/2011, per sorgenti di radiazioni mobili (art. 27 co. 1 bis del D.lgs. 230/95 e s.m.i.)” (in allegato), fa chiarezza sui corretti adempimenti da porre in atto nell’ambito dei procedimenti di prevenzione incendi.

In particolare, in fase di valutazione progetto e di successiva SCIA es DPR 151/2011, dovranno essere descritte, in particolare, le principali misure di sicurezza antincendio adottate presso la sede di detenzione delle sorgenti e presso le sedi di utilizzo, in relazione alle caratteristiche di sicurezza delle stesse sorgenti ed alle loro modalità di impiego.

In più, quando la sorgente radiativa è utilizzate in ditte terze, il responsabile delle ditta terza, nella quale si impiegano le sorgenti mobili in maniera non occasionale, è tenuto ad aggiornare la valutazione del rischio incendio della propria attività, in conseguenza del rischio aggiuntivo introdotto dalla presenza non occasionale di sorgenti di radiazioni ionizzanti.

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Campeggi e Villaggi turistici: Nuovi chiarimenti di Prevenzione Incendi

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Il Decreto del Ministero degli Interni del 28 febbraio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 61 del 14 marzo 2014, che emana la regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio delle strutture turistico – ricettive in aria aperta (campeggi, villaggi turistici, ecc.) con capacità ricettiva superiore a 400 persone, è entrata in vigore il 13 aprile 2014

Detta regola tecnica è strutturata secondo uno schema innovativo che contempla la possibilità di seguire, limitatamente alle attività esistenti, due percorsi applicativi tra loro alternativi. In particolare, mentre nel Titolo I della regola tecnica viene adottato un approccio di tipo tradizionale sia per le attività di nuova realizzazione che per quelle esistenti, con il Titolo II viene invece introdotto un approccio alternativo, applicabile alle sole attività esistenti e basato su un giudizio esperto, che prevede la definizione di contromisure antincendio in modo proporzionato alle caratteristiche dei potenziali scenari emergenziali. Anticipando quello che è l’impianto normativo del Nuovo Codice di Prevenzione Incendi (D.M.Int. 03-08.2015), pubblicato l’anno successivo.

A integrazione della circolare n. 11002 del 12 settembre 2014 (in allegato),con la quale  la Direzione centrale per la Prevenzione e la Sicurezza tecnica chiariva alcuni aspetti della Regola tecnica stessa, il 16 settembre 2016 la direzione ha emanato la nuova Nota n.11257 (in allegato) che va a chiarire ulteriori punti specifici, quali:

– Punto 5.1 Titolo I e p.to B.2.3 Titolo II – Distanze tra unità abitative/aree di ritrovo e aree di deposito rifiuti solidi urbani e/o raccolta differenziata.

– Punto 6.1 Titolo I e B.4.4 Titolo II- Illuminazione sussidiaria delle vie di circolazione

– Prospetto A3 Titolo II

– Punto B. 2.3 Titolo II – Prescrizioni particolari e aggiuntive.

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SOLUZIONI PROGETTUALI ALTERNATIVE PER L’ESODO, PROCEDURE ANALITICHE DI BASE E FLESSIBILITÀ PROGETTUALE

Articolo redatto dall’ing. Emanuele Gissi, dirigente del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, comando di Genova.

13In Nuovo Codice di Prevenzione Incendi, il D.M.Int. 03/08/2015, avvia una semplificazione importante del corpo normativo vigente; in quanto rappresenta unico testo organico e sistematico di disposizioni di prevenzione incendi per tutte le attività soggette al Controllo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. L’impostazione generale del DM 3.8.15 è basata sulla flessibilità progettuale; il codice ha l’obbiettivo di dare al progettista la possibilità di scegliere tra l’approccio tradizionale, soluzioni conformi (di tipo prescrittivo, delle attuali norme vigenti) e metodi di verifica di carattere prestazionale, definite soluzioni progettuali alternative.

Per quanto concerne il dimensionamento delle vie di esodo il D.M.03/08/2015 introduce un nuovo modello per l’esodo basato su metodi quantitativi frutto dell’evidenza scientifica e su dati di input aggiornati. Il metodo propone soluzioni progettuali alternative per la salvaguardia della vita umana, adatte alle varie attività e sostenibili senza aggiungere oneri d’investimento e d’esercizio tecnicamente ingiustificati a carico del titolare e della collettività.

Nell’articolo, allegato,sono presentati esempi di soluzioni alternative per i sistemi d’esodo di vasta applicabilità.

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